Introduzione all’opera e al percorso di pensiero

Che cosa ha scoperto Johannes Heinrichs e da dove cominciare a leggerlo lo mostra il libro di Kai Froeb Die Entdeckung Johannes Heinrichs (Reflexivity Press, 2026; in tedesco). Il suo percorso di pensiero lo racconta Heinrichs stesso nell’appendice della sua autobiografia Das Recht nicht zu lügen. Ecco una sintesi della sua biografia.

Vita

Johannes Heinrichs (nato il 17 settembre 1942 a Rheinhausen, oggi Duisburg) è filosofo e semiologo.

Dopo la maturità (Abitur) al liceo civico di scienze naturali di Rheinhausen, Johannes Heinrichs entrò nel 1962 nel noviziato dei gesuiti nel castello di Eringerfeld. Dal 1964 seguì gli studi di base in filosofia presso la Scuola superiore gesuita di filosofia di Pullach, nella valle dell’Isar, che concluse nel 1967 con la licenza in filosofia. Accanto a studi filosofici all’Università di Monaco, Heinrichs vi fu fino al 1970 ripetitore (assistente). Nel 1970, con una borsa della Studienstiftung des deutschen Volkes, si recò dapprima all’Archivio Hegel di Bochum per preparare la sua tesi su Hegel, Die Logik der „Phänomenologie des Geistes“, e conseguì il dottorato nel 1972 a Bonn con Klaus Hartmann (summa cum laude; secondo relatore Gerhart Schmidt). Per questo lavoro ricevette nel 1973 il premio Geffrub dell’Università di Bonn. Dopo un diploma in teologia presso la Scuola superiore di filosofia e teologia Sankt Georgen di Francoforte sul Meno, l’ordinazione sacerdotale nel duomo di San Bartolomeo a Francoforte nel 1974 e ricerche a Parigi, nel 1975 conseguì nella stessa Scuola l’abilitazione, con valore legale statale. Lavori di abilitazione furono, accanto al citato libro su Hegel, il testo del corso di filosofia sociale, pubblicato in parte nel 1976 con il titolo Reflexion als soziales System. Zu einer Reflexions-Systemtheorie der Gesellschaft e, in forma rielaborata, nel 2005 con il titolo Logik des Sozialen. Wie Gesellschaft entsteht.

Dal 1975 insegnò filosofia, in particolare filosofia sociale, alla Scuola superiore di Francoforte. Si occupò in modo nuovo della dottrina sociale cattolica, in stretto contatto personale con il suo decano Oswald von Nell-Breuning. Nel 1977 tuttavia, a causa di una critica di principio alla Chiesa istituzionale, uscì gradualmente dalla Compagnia di Gesù, rinunciando così alla sua cattedra. Dopo un periodo di transizione come rettore ecclesiastico e docente presso l’Accademia cattolica per l’educazione degli adulti (dall’autunno 1978 alla primavera 1981), nel 1981 passò dalla Chiesa cattolica romana alla Chiesa vetero-cattolica, dalla quale però uscì nel 1983.

Nel 1981/82 ebbe una supplenza di cattedra per gli studi kantiani all’Università di Bonn; in seguito, nonostante numerose candidature a una cattedra di filosofia «laica», ottenne solo incarichi di insegnamento e di ricerca (tra l’altro della Deutsche Forschungsgemeinschaft), cosa che egli riconduce al regime concordatario delle università di lingua tedesca, cioè concretamente al diritto di parola di professori legati alla Chiesa nelle procedure di nomina. Dal 1998 al 2002, nell’ambito di una cattedra finanziata dalla fondazione Schweisfurth, succedette al defunto dissidente della DDR Rudolf Bahro all’Università Humboldt di Berlino, come professore ospite di ecologia sociale. Oggi Heinrichs vive come scrittore (più di 40 libri di filosofia, 170 articoli in parte specialistici e in parte divulgativi, un’autobiografia uscita nel 2023, Das Recht nicht zu lügen, diverse raccolte di poesie) e conferenziere a Duisburg e Berlino, a periodi ad Auroville, nell’India meridionale. Ha tenuto conferenze e lezioni come ospite in Europa e in India ed è stato membro di diverse società filosofiche e di politica culturale.

Sposato dal 2001 con Christel Cleve-Heinrichs. Per ragioni familiari vive in parte a Duisburg, in parte a Berlino.

Heinrichs continua a pubblicare come scrittore filosofico indipendente, con energia immutata. Le sue opere hanno trovato riconoscimento internazionale: il libro Revolution der Demokratie è stato tradotto in bulgaro, il Demokratiemanifest in russo. Da segnalare le traduzioni Integral Philosophy (ibidem-Verlag, Stoccarda 2018, insieme alla Columbia University Press, New York), Diamonds of Integral Philosophy (Edition Prisma, Auroville, India) e Value-levels-democracy (Edition Prisma, Auroville 2018).

«Reflexivity Press» pubblica i suoi libri in tedesco, in edizioni con la stessa impaginazione; i due più recenti, Dialektik als Reflexionslogik e Das kosmische Kaleidoskop, escono anche in inglese e in giapponese.

La riflessione come forma di vita

L’opera filosofica di Heinrichs non è un accademico gioco delle perle di vetro, ma espressione esistenziale di una forma di vita. La riflessione, intesa come relazionalità dialogica in tutte le sue forme, attraversa il pensiero e l’azione, la teoria e la prassi. Si tratta di una «riflessione vissuta», che dà buona prova di sé nell’esistenza personale come nella configurazione del sociale.

Autobiografia 2023

Das Recht nicht zu lügen («Il diritto di non mentire»). L’ex gesuita in un’intervista autobiografica sull’ipocrisia sessuale, la Chiesa di Stato e la malattia del discorso accademico, Europabuch Verlag, Berlino – Roma 2023, 500 pagine. (Recensioni su Amazon.)

Una nuova edizione di questo libro è uscita presso Reflexivity Press (São Martinho do Porto, Portogallo).